Istituto
d'istruzione Superiore

Umberto
Masotto


 L’Istituto “U. Masotto” recepisce e fa proprie le indicazioni di cui alla Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 e alla successiva C.M. 8/13 che contiene le “Indicazioni operative” e adotta il Piano Annuale per l’Inclusione.

In particolare articola il proprio intervento tenendo conto della suddivisione proposta dalla citata Direttiva nella quale gli studenti con BES vengono classificati in tre diverse categorie:

A) Disabilità;

B) Disturbi evolutivi specifici (DSA, deficit del linguaggio, deficit delle abilità non verbali,

deficit della coordinazione motoria, deficit dell’attenzione e dell’iperattività, funzionamento

intellettivo al limite);

C) Svantaggio (socio-economico, linguistico, culturale).

A) Studenti diversamente abili (Legge 104/1992): la segnalazione, che nasce da un bisogno, alla famiglie e/o ai servizi, la certificazione e l’assegnazione di risorse aggiuntive sono indispensabili per la personalizzazione.

L’Istituto considera l’inclusione come importante opportunità di formazione per tutti gli studenti, oltre che come occasione di crescita professionale dei docenti.

Il percorso degli studenti diversamente abili viene definito nei Piani educativi individualizzati (PEI) elaborati dal Gruppo di Lavoro, d’intesa con le famiglie interessate, in funzione delle risorse disponibili e con l’obiettivo della massima inclusione possibile attraverso la realizzazione di percorsi formativi in grado di assicurare continuità nel passaggio indispensabile tra il mondo della Scuola e quello sociale e lavorativo.

Da diversi anni l’Istituto predispone progetti finalizzati a rendere più articolata l’offerta formativa attraverso attività diversificate con le quali ampliare le competenze del Progetto di vita e favorire l’inclusione attraverso un itinerario di apprendimento e socializzazione “in situazione”.

B) Studenti con Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA)

Per tali studenti l’Istituto recepisce le indicazioni contenute nella Legge n. 170 dell’8 ottobre 2010: con la certificazione, la personalizzazione è prevista anche in assenza di risorse aggiuntive.

La quantità e le caratteristiche qualitative dell’inserimento vengono formalizzate nei Piani Didattici Personalizzati (PDP) elaborati dai consigli di classe, d’intesa con le famiglie interessate.

L’inserimento deve consistere nella definizione di un percorso formativo che punti a superare gli ostacoli che limitano l’apprendimento delle abilità scolastiche e consentire la realizzazione di una programmazione misurata sui reali bisogni e sui ritmi di apprendimento.

C) Studenti con Disturbi evolutivi specifici e/o con svantaggio

La quantità e le caratteristiche qualitative dell’inserimento sono definite nel Piano Didattico

Personalizzato (PDP) o Piano di studi personalizzato (PSP) per gli studenti di recente immigrazione. La nuova normativa sui BES prevede in questo caso la personalizzazione anche senza certificazione. L’eventuale documentazione clinica ha quindi un ruolo informativo, non certificativo.

L’intervento è attivato dalla scuola in raccordo (collaborazione) con Famiglia e Servizi.

Le scuole – con decisioni assunte dal Consigli di Classe, risultanti dall’esame della documentazione clinica presentata dalle famiglie e/o sulla base di considerazioni di carattere psicopedagogico e didattico, possono avvalersi per tutti gli alunni con BES degli strumenti compensativi e delle misure dispensative previste dalle disposizioni attuative della L. 170/2010 (DM 5669/2011) meglio descritte nelle Linee Guida.

 

 Aspetti organizzativi e gestionali:

-       Il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (GLI) predispone il Piano di Inclusione del nostro Istituto e detta le linee guida per l’individuazione degli allievi con Bisogni Educativi Speciali (BES); FUNZIONI:

• rilevazione dei BES presenti nella scuola;

• raccolta e documentazione degli interventi didattico-educativi posti in essere […];

• focus/confronto sui casi, consulenza e supporto ai colleghi;

• rilevazione, monitoraggio e valutazione del livello di inclusività della scuola;

• raccolta e coordinamento delle proposte formulate dai singoli GLH sulla base delle effettive esigenze;

• elaborazione di una proposta di Piano Annuale per l’Inclusività riferito a tutti gli alunni con BES, da redigere al termine di ogni anno scolastico (entro il mese di Giugno).

Le ultime due funzioni sono relative all’indicazione delle risorse (sostegno, ma non solo), per il successivo anno scolastico.

- Il Consiglio di Classe (CdC) individua i soggetti BES attraverso:

1) l’acquisizione di informazioni desunte dai percorsi scolastici precedenti;

2) la condivisione e la messa a punto di un percorso individuale di apprendimento nelle singole discipline;

3) la valutazione e il monitoraggio delle tappe evolutive dello studente.

- I docenti coordinatori:

-  delle classi prime recuperano le informazioni in continuità con la scuola secondaria di primo grado al fine di conoscere eventuali ambiti di disagio;

- delle classi successive hanno il compito, in collaborazione con i colleghi del CdC, di individuare casi di BES non diagnosticati né certificati.

- Gli insegnanti per le attività di sostegno supportano lo studente nell’attività didattica in collaborazione con i docenti disciplinari.

- Gli insegnanti referenti definiscono le linee guida dell’azione formativa dell’istituto.

- Il personale ATA, addetto all’assistenza di base, si rende disponibile ad accompagnare gli studenti con difficoltà motorie e/o autonomia limitata.

Nel P.O.F. della scuola trovano esplicitazione:

  • un concreto impegno programmatico per l’inclusione;
  • criteri e procedure di utilizzo funzionale delle risorse professionali presenti;
  • l’impegno a partecipare ad azioni di formazione concordate a livello territoriale.
  • Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli insegnanti e adottare strategie di valutazione con prassi inclusive. Per tutti gli alunni BES, infatti, la valutazione sommativa non può essere la semplice media delle misurazioni rilevate con le varie prove, ma deve tenere conto del raggiungimento degli obiettivi trasversali indicati nel POF.

Il CdC ha cura di adottare una scansione temporale personalizzata di apprendimento in relazione alle potenzialità cognitive dell’alunno. In particolare, per glialunni stranieri di recente immigrazione, i contenuti delle discipline curricolari, opportunamente selezionati, saranno articolati in nuclei tematici irrinunciabili e semplificati, in modo da permettere almeno il raggiungimento degli obiettivi significativi previsti dalla programmazione. Per la valutazione degli alunni stranieri è opportuno prendere in considerazione la situazione di eventuale svantaggio linguistico e rispettare i tempi di apprendimento dell’italiano L2. 

Organizzazione e coordinamento dei diversi tipi di sostegno operanti nel territorio e valorizzazione delle risorse esistenti sia interne che esterne alla scuola

Nell’organizzazione del percorso di inclusione l’Istituto è impegnato a collaborare con le varie associazioni, aziende e cooperative sociali e di servizio presenti nel territorio e a partecipare alle attività e ai servizi promossi dal Comune di Noventa Vicentina e dell’Area Berica.

All’interno dell’Istituto, in questi ultimi anni, si è posta attenzione al disagio nell’apprendimento da parte degli allievi e a tal fine sono state messe a punto attività indirizzate alla rimotivazione, alla promozione del successo e alla riduzione della dispersione scolastica. In particolare si fa riferimento a: 

  • Orientamento scolastico specifico
  • Intercultura: si occupa di accoglienza, tutoraggio degli allievi stranieri neoiscritti, organizza corsi di italiano L2, lezioni di potenziamento nella lingua-studio per gli stranieri.
  • Consulenza DSA: formazione dei docenti nel gruppo di lavoro provinciale DSA con possibilità di ascolto e di orientamento per alunni DSA rivolto anche a genitori.
  • CIC: primo ascolto per sostenere un disagio personale espresso direttamente dall’allievo che sceglie in autonomia di rivolgersi al servizio; successiva individuazione di bisogni che richiedono un invio a specialisti in ambito psicologico.  
  • Ust Vicenza: supporti provinciali ai BES

1.Sportello Provinciale Autismo

2.Gruppo Provinciale Disturbi Specifici Apprendimento

3.Gruppo Provinciale Disturbi del Comportamento

4.Centro Supporto Tecnologie